Questo articolo e stato tratto interamente dall sito web:
BIBLIOTECA PLEYADES
http://www.bibliotecapleyades.net/esp_novedades.htm
BIBLIOTECA PLEYADES
http://www.bibliotecapleyades.net/esp_novedades.htm
5
Settembre 2012
dal
Sito Web TrinityATierra
traduzione di Nicoletta
Marino
Questo è lo stato semi
calcificato con cui si presenta la nostra ghiandola
pineale,
risultato del continuo deposito di prodotti con
fluoro che sono presenti in molti prodotti che utilizzano l’acqua fluorizzata,
il sale fluorizzato e dentifrici con fluoro.
Potete ben vedere che questo
è niente paragonato allo stato in cui versano i polmoni quando si fuma o la
sporcizia che si accumula negli intestini se non si fa una minima igiene
intestinale; la questione però, è che quest’organo, la ghiandola pineale, è
stato considerato nel tempo come il nostro apparato di collegamento con altre
dimensioni, linee di tempo e piani di realtà.
L’Occhio di Horus degli
Egizi sembra una perfetta rappresentazione di questa ghiandola che si trova
giusto al centro del nostro cervello.
La
ghiandola pineale, rappresentata da una pigna, è presente nella simbologia usata
dal Vaticano ed con frequenza appare in
rappresentazioni sumere e babilonesi.
E’possibile rigenerare la ghiandola pineale che in parte si è
calcificata?
Ho letto alcuni appunti su
come determinate frequenze sono capaci di rigenerare quest’organo che si logora
durante la nostra vita in conseguenza di uso di sostanze tossiche come il
fluoro.
Non mi piace prescrivere
ricette che io stessa non ho provato. Non credo nemmeno che servirebbe
riprodurre ricette che, senza apportare alcun dato scientifico che ci possa
orientare sul fatto che tutto questo è effettivo o si tratta più di un
rumoreggiare.
E perciò approfitto di
questo articolo in basso per elevare il tono del dibattito.
Mi piacerebbe avere
l’opinione di Marielalero e anche delle persone che
abbiano potuto sperimentare su loro stessi gli effetti riparatori di qualche
metodologia specifica per la ghiandola pineale. Sarebbe buono avere informazioni
sul tema che divergono tra loro.
Chissà che non ci serva per
orientarci un po’ su questo terreno così importante. Comunque e nel frattempo,
qualcosa di sicuro già lo sappiamo, dobbiamo eliminare il fluoro dalle
nostre vite.
Vi riporto un articolo
intero sugli effetti che il fluoro ha sul sistema nervoso centrale con le fonti
degli studi.
Riporto un articolo intero
sugli effetti del fluoro sul sistema nervoso centrale, e le fonti dello studio:
...Sul Sistema Nervoso CentralePubblicato su Neurologia.2011; 26 :297-300 - vol.26 n° 05dal Sito Web ElSevier
Il presente lavoro è stato realizzato dal primo autore durante il periodo di studio di dottorato in Scienza e Tecnologia dell’Università di Guadalajara del Centro Universitario di Los Lagos (CULAGOS)dal 2008 a 2010.Ricevuto il 13 ottobre 2010 – Accettato il24 ottobre 2010Autore per corrispondenza sfc09063@yahoo.com.mx
Valdez-Jiménez, L.a; Soria Fregozo, C.a; Miranda Beltrán, M.L.b; Gutiérrez Coronado, O.b; Pérez Vega, M.I.a a - Laboratorio de Psicobiología, Departamento de Ciencias de la Tierra y de la Vida, Centro Universitario de los Lagos, Universidad de Guadalajara, Guadalajara, Jalisco, México b - Laboratorio de Aplicaciones Biomédicas, Departamento de Ciencias de la Tierra y de la Vida, Centro Universitario de los Lagos, Universidad de Guadalajara, Jalisco, MéxicoIl fluoro (F) è un elemento tossico e reagente; l’esposizione al F degli esseri umani passa quasi inavvertita quando si usano sostanze che contengono F come:
additivo nei dentifrici (1.000 a 1.500ppm) colluttori (230-900ppm de fluoruro) negli integratori alimentari sulle superfici polimere di fluoruro che si trovano come antiaderenti nelle pentole e nelle lamette da barba...e l’utilizzo di sostanze che lo contengono tipo:
sostanze industriali fertilizzanti vetro raffinerie di petrolio fluorocarburi...ed altri.Una parte notevole di Fluoro che abbiamo nell’organismo, proviene dall’esservi esposti e dal consumo di alcuni alimenti con un alto apporto naturale dello stesso come il tè, il pesce di mare, le carni, le uova, la frutta ei cereali.Purtroppo la principale fonte di assunzione di questo elemento è l’acqua che consumiamo abitualmente. L’acqua che contiene la maggior concentrazione di fluoruri risponde a fonti idriche localizzate in zone di montagna o in aree con depositi geologici di origine marina come il sud est asiatico e il nord est dell’Africa.Studi realizzati negli ultimi quindici anni dimostrano che una percentuale importante di persone appartenenti a popolazioni esposte alla fluorizzazione dell’acqua da bere, presentano danni alla salute e un diverso grado di fluorosi.In Messico, 5 milioni di persone (circa il 6% della popolazione) sono colpite dalla fluorosi poiché consumano acqua sotterranea, che in molti casi è di origine idrotermale e la cui caratteristica è quella di contenere elementi chimici potenzialmente tossici, tra cui il F; le concentrazioni rilevate arrivano fino a 6,8 p.m.Bisogna ricordare che l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) per l’acqua potabile raccomanda una concentrazione di 0,7ppm.L’obiettivo di questa revisione è dare informazioni sul potenziale tossico del F e sui suoi effetti sul sistema nervoso, con una particolare attenzione per la popolazione esposta al consumo di questo minerale la cui concentrazione è fuori norma.Dagli anni cinquanta,in molti paesi del mondo si aggiunge fluoro agli elementi dell’acqua potabile con il fine di ridurre le carie. L’Associazione Americana dei Dentisti ha sostenuto molto questa pratica che è stata proclamata dall’United States Center Diseases Control come uno dei successi più importanti della medicina del XX secolo...















